Skew78’s Cellblog

Le mie giornate viste dal cellulare ^_^

La mente giapponese – parte 1 ^Antefatto Xsonale^

Ho letto un libro interessantissimo “La mente giapponese”, una raccolta di saggi a cura diRoger J. Davies e Osamu Ikeno, Meltemi editore. Ce l’ha consigliato l’insegnante  di giapponese, appunto! non credo ci sia persona a cui possa non interessare. Chi non ha mai pensato “Oh ma questi sono tutti matti”! con questa mania di fotografare tutto e tutti, l’estrema gentilezza, il loro muoversi quasi in branco, la gestualità, le esclamazioni improvvise, la riservatezza. E poi questo loro mondo ipertecnologico, colorato, frenetico. L’elenco potrebbe essere molto lungo!

Io per prima, lo ammetto, quando unidici anni fa feci le mie prime amicizie nipponiche pensai che tutti normali non fossero. Eravamo a Los Angeles, in campus, per studiare l’inglese, e la mia compagna di stanza era una ragazza giapponese. Lei e i suoi amici mi incuriosivano molto, stavo spesso con loro, anche se il mio rapporto era più un misto di curiosità e insofferenza per degli atteggiamenti che non riuscivo a comprendere. C’è voluto un po’ per capire che non dobbiamo mai dare per scontato che esista una sola maniera di vivere in modo sensato, di relazionarsi col prossimo, di fare anche le più banali cose quotidiane. Potrei citare due brevi esempi di mio personale disagio.

1) Lezioni. Ognuno di noi era stato assegnato ad una classe in base al livello, e molti di noi si trovavano in classi differenti. Quella mattina avrei avuto lezione a partire dalle 10:30, così come la mia compagna di stanza, mentre una sua amica avrebbe iniziato un’ora prima. La mia sveglia era piazzata alle 9:30, e nessuno mi avrebbe trascinata giù dal letto prima… Verso le 8:00 lei inizia a svegliarmi, io le dico gentilmente che si è sbagliata, che la lezione è più tardi e che possiamo dormire tranquille. Ma lei insiste, perchè Risa, la sua amica, ha lezione alle 9:30 e quindi alle 8:30 dobbiamo andare assolutamente a fare colazione con lei! io le dico, un po’ stranita, che la ringrazio ma che sarei andata più tardi e di andare tranquillamente senza di me. Ecco, quella volta si offese e io non ne capii il motivo!!

2) un giorno, sempre lì a Los Angeles, decidiamo insieme agli amici jap di andare a Santa Monica a fare un giro (per shopping si intende, solo shopping hehehe). Arrivati lì ragazzi e ragazze si dividono, e io vado con le ragazze: eravamo circa una decina. Cominciamo a passeggiare, e ovviamente non a tutte interessava lo stesso negozio, e quello che non capivo era il perchè non si separassero mai! una o due dicevano di voler entrare in un particolare negozio, e tutte le altre seguivano a ruota… così siamo entrate in massa tutte negli stessi negozi! tutto credo fosse riconducibile a quel loro profondo senso di appartenenza al gruppo e di solidarietà che a noi è quasi del tutto sconosciuto. Ma io, lì per lì, proprio non comprendevo

Il risultato era che ogni giorno facevo una scoperta, li guardavo con gli occhi spalancati come fossi un bambino di 5 anni, e trovavo tutto molto buffo, strvagante. Allo stesso tempo però spesso mi sentivo quasi soffocata dall’”invadente” presenza del gruppo che non dava molto spazio al singolo individuo.

Vabbè… tutto questo pippotto in realtà per parlare di un libro che davvero apre la mente a chi la mente giapponese proprio non la conosce, non la comprende, ma vorrebbe quanto meno provare a farlo!

…ok non voglio scrivere post lunghi e noiosi, quindi del libro scrivo sul prossimo post! Magari quando trovo le foto della vacanza sopraccitata ne metto 1-2 ;)

Maggio 7, 2008 - Pubblicato da Ale | Giappone, libri | , , , , , , , , , , | Ancora nessun commento.

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